by Tiziano Laudisio

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News dall'Honesty Village
Moratti: "Meglio multietnici che ladri"
Written by redazione NSB   
 Il ciclo di vittorie dell'Inter non è finito, parola del suo presidente Massimo Moratti che in una intervista al Tg1 ha auspicato un prosieguo di successi a cominciare dalla Supercoppa europea. L'Inter può fare la cinquina? «Per ora sono quattro - ha detto Moratti - e mi vanno bene quattro. Era importante per noi iniziare con una vittoria il nuovo corso, con il nuovo allenatore, psicologicamente era importantissimo, per tutta la squadra anche perchè voleva dire non aver finito qualche cosa ma continuare un ciclo positivo. Per il momento è questo. E poi con molto senso di responsabilità bisognerà affrontare questa partita a Montecarlo».

Non ha paura adesso che l'Inter con tutte queste vittorie diventi antipatica? «No, non credo. E poi anche se fosse è normale, è tutto giustificato dal fatto che se io sono l'altra squadra che ha tentato anche io di vincere e non ce l'ho fatta, certo non mi è simpatico chi ha vinto. Questo è abbastanza naturale». C'è chi ha anche detto che la crisi del calcio italiano dipende dal fatto che l'Inter, la squadra più forte, ha pochi italiani. «Non può essere - la risposta di Moratti - Questo non c'entra assolutamente. Sarei più fiero di questa possibilità che l'Inter ha dato al paese di essere prima in classifica in tutto. Sulla polemica che dura da anni con la Roma, riguardo presunti vantaggi nerazzurri, Moratti è categorico: «Bisogna trovare un difetto a chi vince, meglio essere multietnici che comprare le partite»
E se l'Inter si meritasse più di Mourinho?
Written by RobyD\'Ingiullo   

Ma siamo sicuri che Mourinho meriti di allenare l’Inter? Dopo aver assistito alla serata di follia collettiva con la Sampdoria, la domanda non è tecnica ma neppure provocatoria. Magari i più scalmanati si saranno esaltati nel vedere la propria squadra resistere anche in nove uomini sfiorando persino il successo con la clamorosa occasione fallita da E’too nel finale. La squadra ha dimostrato una condizione fisica invidiabile ed un’organizzazione difensiva eccellente - in questo i meriti di Mourinho sono evidenti - concedendo agli avversari soltanto cross dagli esterni sapendo di poter contare su un’imbarazzante supremazia nel gioco aereo. Per chi ha visto i filmati dell’epoca, si può azzardare un parallelo con il Mohammed Alì del 1974, quello che sgretolò le certezze di un picchiatore come George Foreman rimanendo per sei riprese con la guardia chiusa ad oscillare ritmicamente sulle corde per attutire con successo la violenza dei colpi del rivale.

C’è però un particolare che non può essere tralasciato. L’Inter non è finita in doppia inferiorità numerica per una punizione divina o per un cinico tiro del fato. I cartellini rossi sono figli dell’incomprensibile isteria che ha colpito i nerazzurri. E ad essere più precisi, a lasciar qualche perplessità non sono tanto le espulsioni comminate a Samuel e Cordoba, quanto quelle risparmiate. Perchè se è vero che la coppia centrale è stata punita secondo regolamento ( e forse Cordoba poteva essere allontanato anche prima), in altre occasioni il fischietto di Terni è stato fin troppo indulgente. Non ha sanzionato un intervento scomposto di Muntari al primo minuto, un’entrata a ginocchia alte da rosso diretto di Stankovic al secondo, ha graziato Milito - per il resto autore di una gara monumentale - per una tacchettata volontaria su Palombo ad inizio ripresa. Chi l’ha detto che dopo un’espulsione, scatti automaticamente l’immunità per i compagni? La Juventus nella Champions 2000/2001 finì giustamente in nove contro l’Amburgo (la gara della “prima” testata di Zidane) e nel match successivo contro il Panathinaikos; i coreani dei Pohang Steelers hanno chiuso in otto il match diretto da Rosetti contro il Velez nell’ultimo mondiale per club.

Appurato che l’arbitraggio di Tagliavento è stato tutt’altro che scandaloso, rimane irrisolto il quesito sul perchè di tanto nervosismo. L’Inter è prima con un vantaggio ancora rassicurante e gode sugli avversari di un’inequivocabile superiorità tecnica e fisica. Nonostante questo, Mourinho non fa altro che recitare la battaglia dell’uomo solo contro tutti paventando complotti, scrutando venti nemici, ipotizzando oscuri disegni. Si è detto che anche questo faceva parte di una precisa strategia: proteggere la propria squadra isolandola; ora però il sottile meccanismo sembra essersi inceppato. Almeno sul piano disciplinare, i giocatori perdono di vista le loro responsabilità scaricando ogni colpa all’esterno. Un atteggiamento che degenera nel vittimismo risvegliando antichi tormenti nerazzurri e che impedisce di gestire serenamente anche le gare apparentemente più tranquille.

E sotto questo aspetto, Mourinho è il principale responsabile. In un anno e mezzo di panchina nerazzurra, ha trovato il modo per insultare allenatori, giocatori, giornalisti della carta stampata, dirigenti, commentatori televisivi. E’ riuscito persino a battibeccare con simbolo della storia nerazzurra: quel “Che cosa fa Mazzola?” rimane una delle uscite più infelici degli ultimi anni, soprattutto se pronunciata da chi per rispetto per il club in cui lavora, dovrebbe togliersi il cappello prima di parlarne. Il gesto delle manette - non istintivo, ma assolutamente plateale a favore delle telecamere - fa toccare il fondo del buon gusto.

Potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso spingendo Moratti al divorzio a fine stagione. Perchè Mourinho sarà anche special, ma l’Inter non l’ha inventata lui e per quanto possa apparirgli strano, ci sono allenatori che sanno vincere con stile e classe

Mourinho: "No I like Juventus"
Written by Laura Bandinelli   
The tone has tried, for once, to keep them low. In deference to the requests from their leadership Juve. But the venom is not Mourinho could not put it in the tail of his press conference yesterday (postponed to the afternoon to hear first declare Ferrara, and besides accordingly): "Juve is not a team of children - said Portuguese coach - so do not see them scared and nervous. Who is more sympathetic to me about them? None.
It is not yet certain whether Balotelli will play the first minute or replace a current game, but one thing is certain, although not present at the stadium, if they were from the usual chorus against the player Massimo Moratti will call their leaders by telephone and will order to withdraw the team. The risk of losing the game table.
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Processo Napoli: pure l'Inter finisce nei guai.
Written by redazione NSB   
Dice di averlo già dichiarato ai Carabinieri con una deposizione spontanea durante Calciopoli, ma gli uomini dell'Arma gli avrebbero detto che questi particolari non erano interessanti. Allora l'ex guardalinee Rosario Coppola quell'episodio lo ha voluto dichiarare al processo di Napoli, ed ha fatto il botto. Perchè ad essere tirata dentro lo scandalo del calcio stavolta è proprio l'Inter, con un suo giocatore: Ivan Ramiro Cordoba. Espulso durante un Inter-Venezia e squalificato poi per 2 giornate. Squalifica che , dietro sollecitazioni esterne, il collaboratore arbitrale Gennaro Mazzei cercò di ridurre chiedendo proprio al Coppola di ammordire il referto arbitrale.
Se tutto ciò risulterà vero, esisterebbe la prova che a chiedere favori agli arbitri erano davvero tutti. Nessuno escluso.
E quei 2 scudetti revocati , piano piano, stanno sempre più riprendendo la strada di casa, vale a dire quella di corso Galileo Ferraris a Torino sede Juve.
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Mourinho still special?
Written by Paolo Brusorio   
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