by Tiziano Laudisio

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Doppietta di Vincenzone in amichevole
Written by redazione NSB   
Allenamento, amichevole contro i dilettanti del Fontanabuona e la buona notizia del pieno recupero di Vincenzo Iaquinta, autore di una doppietta. Intensa giornata di lavoro per la Juventus oggi a Vinovo, nel fine settimana di pausa del campionato di Serie A, fermo per lasciare spazio agli impegni delle nazionali nelle qualificazioni agli Europei del 2012. La squadra di Gigi Delneri ha giocato un match diviso in tre tempi contro la squadra dell'Eccellenza ligure, con la presenza del presidente Andrea Agnelli in panchina al fianco dell'allenatore. Occhi puntati soprattutto su Rinaudo, Aquilani e Iaquinta.
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Il Coni risarcirà i medici Juve
Written by Massimiliano Nerozzi   
Non fu «a dir poco superficiale» il comportamento dei medici juventini Bartolomeo Goitre e Luca Stefanini, come ritenne il Tribunale nazionale antidoping che li squalificò due mesi per presunte violazioni "burocratiche" nel caso Cannavaro, segnalato lo scorso ottobre dall'antidoping per l'assunzione di un farmaco in seguito a una puntura di vespa: lo ha deciso il Tas, Tribunale arbitrale dello sport di Losanna, che ha accolto il ricorso proposto dai due, assistiti dall'avvocato Michele Briamonte (che già aveva fatto prosciogliere Cannavaro), con la collaborazione dei legali Luigi Chiappero e Marco Carbonaro.
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Traorè è già fermo
Written by redazione NSB   
L’avventura di Armand Traoré alla Juventus comincia in salita, a causa di una infiammazione al tendine che si porta dietro dagli ultimi giorni londinesi. Nessun allarme, la Juventus era al corrente del fastidio. Era stato lo stesso giocatore, durante le visite mediche dei giorni scorsi, a confessare il problema. Non è un grave: la prossima settimana l’ex allievo di Arsene Wenger dovrebbe riunirsi al gruppo.
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Mistero bianconero: l'attaccante smarrito...
Written by RobyD\'Ingiullo   

C’è un mistero nell’estate bianconera, un arcano che non è stato svelato. Anzi, nel tentativo di coprirlo è stata ripetuta allo sfinimento una filastrocca dai protagonisti ma qualcosa continua a non tornare ed inquieta gli amanti della Vecchia Signora. Proviamo allora a riavvolgere il nastro per cercare di comprendere le strategie di mercato pianificate in corso Galfer.

 

LA SITUAZIONE DI PARTENZA

 

Ad inizio ritiro, l’attacco presenta cinque interpreti: Del Piero, Diego (considerato da Delneri una seconda punta), Trezeguet, Iaquinta e Amauri. Si discute sulla necessità di intervenire per rafforzare il reparto offensivo dato che nella passata stagione, nessuno ha toccato la doppia cifra nelle realizzazioni. Tranne Del Piero per motivazioni “storiche” ed anagrafiche, non sembrano esserci intoccabili. Sui giornali si prefigura una rivoluzione là davanti: sembra certo che il budget verrà investito per trovare un uomo gol.

 

LA GITA A WOLFSBURG

 

Il 9 Agosto Marotta si reca personalmente a Wolfsburg. L’obiettivo dichiarato è Edin Dzeko: per assicurarsi le prestazioni del bomber bosniaco la Juve è pronta a mettere sul piatto come contropartita Diego aggiungendo un conguaglio economico. Gli incontri si concludono con un fumata nera: Hoeness ribadisce che il giocatore non si muoverà almeno per questa stagione. Marotta incassa il no e torna a Torino a mani vuote mentre sulla stampa continuano a circolare i nomi delle possibili alternative. Ma nelle successive due settimane nulla si muove; i tifosi della Vecchia Signora sono in trepidazione ma confidano nel colpo di fine mercato.

 

25 AGOSTO: IL D-DAY

 

Il 25 Agosto è il giorno della svolta. In poche ore arrivano conferme del passaggio di Trezeguet all’Hercules Alicante e di Diego al Wolfsburg. Tra il ricavo per la vendita del brasiliano e il risparmio sugli ingaggi, il “tesoretto” bianconero sembra rimpinguarsi. Sembra ma evidentemente non è così perché i nomi dei sostituiti non accendono la fantasia del popolo bianconero. La prima scelta è Di Natale  (33 anni…) ma il capocannoniere dell’Udinese rifiuta per ragioni personali. Marotta allora compie un blitz a Napoli e chiude rapidamente per Quagliarella. Prestito oneroso con diritto di riscatto. I tifosi – e la logica – suggeriscono un nuovo intervento per completare il reparto.

 

NULLA SI MUOVE: LA DELUSIONE FINALE

 

Si attendono le ultimi mosse di Marotta e si pensa ad un botto nelle ultime ore di mercato. Sembra fatta per Borriello, ma la trattativa sfuma e la punta preferisce approdare alla Roma. Ad arrivare in bianconero è Leandro Rinaudo, un rincalzo per la difesa. E l’attacco? Marotta dice che è a posto così, Delneri ribadisce il concetto ma sembrano versioni ufficiali che si discostano dai reali pensieri di dirigente ed allenatore. No comment da parte di Andrea Agnelli mentre Blanc si fa notare solo per essersi fatto crescere la barba. Nei tifosi bianconeri subentra la delusione osservando il mercato faraonico del Milan. Si inizia a parlare apertamente di stagione transizione – l’ennesima – e il popolo juventino mostra segni d’insofferenza.

 

LE POSSIBILI INTERPRETAZIONI DEL MISTERO

 

Ripercorrendo le tappe del mercato bianconero, si evidenzia una certezza: in una prima fase Marotta voleva un attaccante ed era disposto ad investire il budget proprio per dare a Delneri un bomber da 20 gol a stagione. Poiché si tratta di un dirigente navigato che difficilmente conduce il mercato in base agli umori quotidiani, è facile supporre che vi sia stato un intervento esterno per dissuaderlo da una simile operazione. Non regge l’ipotesi che improvvisamente la società abbia deciso di dare fiducia al desaparecido Iaquinta o che Quagliarella fosse considerato la panacea di ogni male. Anche perché il napoletano non potrà giocare in Europa League e la penuria di attaccanti arruolabili in Europa dai bianconeri sfiora l’incoscienza. Come se non bastasse la prima giornata col Bari aveva evidenziato l’incompatibilità di Del Piero e Quagliarella, tandem obbligato viste le indisponibilità di Amauri e Iaquinta.

E allora prende corpo un’altra interpretazione dei fatti. Detto senza troppi fronzoli, è probabile che a metà mercato sia arrivata “dall’alto” una direttiva in cui si  invitava l’ex dirigente Samp a non concludere operazioni onerose. Altro che tesoretto o bonus! Il disavanzo tra le spese per gli acquisti e i ricavi delle cessioni è stato bilanciato dall’abbattimento del monte ingaggi. Un esempio: il prestito oneroso di Quagliarella è stato fissato a 4 milioni mentre l’addio di Trezeguet è arrivato senza conguaglio. Tuttavia, il differente ingaggio dei due giocatori rende questo scambio vantaggioso per le casse bianconere. Proprio la necessità di non gravare a bilancio spiega le modalità della cessione di Diego: la Juve ha abbassato la cifra richiesta pur di non rateizzare il pagamento del cartellino del brasiliano. Insomma, Marotta si è trovato spiazzato: non è che non volesse prendere una punta, semplicemente non poteva. Mentre Berlusconi dava il via libera a Galliani per spendere e spandere (l’operazione Ibra costerà sui 90 milioni considerando lo “stipendio” dello svedese), il direttore bianconero doveva fare buon viso a cattivo gioco. E per quanto si possa essere bravi, è difficile completare una rivoluzione senza poter investire. Neanche Galliani o Branca realizzano colpi ad effetto senza l’intervento dei rispettivi presidenti.  Allora, il malcontento bianconero deve trovare un altro target, magari più “in alto”. Se si vuole ricostruire una Juve vincente bisogna volerlo non solo a parole. I tifosi si auguravano in un “regalo” personale sotto forma di campione da parte del nuovo presidente. Sono rimasti delusi un’altra volta…
Gaetano, l'eterno ricordo
Written by redazione NSB   
21 anni fa, il 3 settembre 1989, un incidente d'auto in Polonia si portava via Gaetano Scirea. La Juventus ricorda l'uomo, il campione e il simbolo bianconero sul sito ufficiale del club: «Un campione straordinario, ma prima ancora un gentiluomo. Un esempio per tutti: compagni, avversari, tifosi. La grandezza di Gaetano Scirea non può essere raccontata solo attraverso le sue gesta sul campo, le statistiche e i successi, perché questi sono figli non solo della classe, ma anche di quel carattere, riservato ma forte, che gli ha permesso di farsi amare da tutti gli appassionati di calcio del mondo.
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